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Capitolo VEN26-08.10 — OPERE DIFESA SUOLO

Prezzario regionale 2026 · 61 voci · pagina 2 di 2

Drenaggi, terre rinforzate e geotessuti

Rivestimento semplice di scarpate in terra o versanti detritici mediante fornitura e posa di geocomposito antierosivo preassemblato in rete metallica a doppia torsione e biorete in cocco 700 gr/mq oppure in agave 700 gr/mq; la rete metallica sarà con maglia esagonale tipo 8x10, tessuta con trafilato di ferro, avente un diametro pari a 2,70 mm e galvanizzazione con lega di Zinco Alluminio (5%) conforme a quanto specificamente prescritto nelle “Linee Guida per la certificazione di idoneità tecnica all’impiego e l’utilizzo di prodotti in rete metallica a doppia torsione” approvate dal Consiglio Superiore LL.PP. (n.69/2013), ed in accordo con la UNI EN 10223-3:2014. La galvanizzazione dovrà essere in conformità a UNI EN 10244-2:2023 Classe A con vita utile presunta in accordo a UNI EN 10223-3:2014. La galvanizzazione inoltre dovrà superare un test di invecchiamento accelerato in ambiente contenente anidride solforosa (SO2) secondo la normativa UNI EN ISO 22479:2022 (KESTERNICH TEST) per un minimo di 28 cicli. I punti di assemblaggio alla biorete antierosiva dovranno essere di tipo metallico, inoltre dovranno essere posti uniformemente al fine di garantire una adesione il più corretta possibile fra rete e biorete, nella misura di almeno 3 punti metallici per mq. Prima della messa in opera e per ogni partita ricevuta in cantiere, l’Appaltatore dovrà consegnare alla D.L. il relativo certificato di collaudo e garanzia rilasciato in originale, in cui specifica il nome del prodotto, la Ditta produttrice, e le quantità fornite. Le superfici da trattare, nonché la sommità e il piede per l’ancoraggio, dovranno essere liberate da radici, pietre ed eventuali masse pericolanti al fine di regolarizzare la zona di intervento e mettere insicurezza le maestranze che operano in parete. Gli eventuali vuoti, purché di ridotta estensione e profondità, andranno saturati in modo da ottenere una superficie il più possibile uniforme affinché il geocomposito possa adagiarsi perfettamente al terreno. Il geocomposito verrà steso srotolandolo dall’alto verso il basso, lungo le linee di massima pendenza, in conformità con le geometrie prevalenti e le specifiche progettuali e operative. Dopo la stesa i teli dovranno essere collegati tra loro con idonee cuciture. La giunzione tra i teli andrà realizzata formando una “falsa maglia”, accoppiando cioè tra loro due mezze maglie adiacenti ed utilizzando la doppia torsione avvolta al filo di bordatura come punto preferenziale di legatura. Le legature con tali punti andranno realizzate in ragione di 1 ogni 15-20 cm. ed eseguite con filo raddoppiato con diametro 2,20 mm avente le stesse caratteristiche produttive di quello della rete. Si avrà inoltre cura di utilizzare la cimosa in cocco per una perfetta copertura delle zone di giunzione ai margini dei teli. Il fissaggio alla superficie della scarpata avverrà mediante ancoraggi costituiti da spezzoni di acciaio, Ø=8mm piegati a cambretta o “manico di ombrello”, di lunghezza 50-70 cm in relazione alla consistenza e profondità del substrato, impiegati con densità di 0,5 picchetti al metro quadrato o comunque come disposto dalle indicazioni progettuali o dalla D.L. Il geocomposito verrà bloccato su tutto il perimetro mediante ancoraggi in barra d’acciaio tipo B450C ad aderenza migliorata con testa filettata, completa di golfare passacavo, con diametro Ø=24mm con lunghezza minima di 1,0 metro, in ragione di 1 ogni 3 metri lineari. Le barre saranno collocate all’interno di fori realizzati in parete mediante strumentazione di perforazione tipo Martello Fondo Foro di diametro minimo Ø = 41 mm. Le barre saranno cementate mediante iniezione con boiacca antiritiro dosata a 600 kg di cemento 425 (RCK=25 MPa) per metro cubo di impasto, avendo cura di realizzare successive iniezioni ripetute fino a perfetta saturazione del foro. All’interno dell’occhiello passacavo del golfare in testa alle barre d’acciaio, verrà passata la fune d’acciaio perimetrale in trefolo di acciaio zincato con anima metallica con diametro Ø=16mm, con classe di resistenza 1770 N/mm2 (UNI EN 12385-4:2008). Intorno alle funi perimetrali così realizzate, verrà ripiegato un lembo di rete, in sommità ed al piede, per una lunghezza minima di 40-50 cm. Il risvolto della rete su sé stessa verrà fissato mediante cuciture eseguite con filo raddoppiato, utilizzando preferenzialmente le doppie torsioni della rete, avente le stesse caratteristiche produttive di quello della rete e con diametro pari a 2,20 mm. Per ogni metro quadrato di superficie ed esclusa l’idrosemina

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Drenaggi, terre rinforzate e geotessuti

Fornitura e posa su sponde di corsi d’acqua di geocomposito antierosivo ed antinutria preaccoppiato formato da rete metallica a doppia torsione con maglia esagonale tipo 6X8 conforme alle normative UNI EN 10223-3:2014, UNI EN 10218-2:2012, UNI EN 10244-2:2023 Classe A, in accordo con le “Linee Guida per la certificazione di idoneità tecnica all’impiego e l’utilizzo di prodotti in rete metallica a doppia torsione” approvate dal Consiglio Superiore LL.PP. (n.69/2013), avente un diametro pari a 2.20 mm, galvanizzato con lega eutettica di Zinco - Alluminio (5%) - Classe A con un quantitativo non inferiore a 230 g/mq. La galvanizzazione inoltre dovrà superare un test di invecchiamento accelerato in ambiente contenente anidride solforosa (SO2) secondo la normativa UNI EN ISO 22479:2022 (KESTERNICH TEST) per un minimo di 28 cicli. Oltre a tale trattamento il filo sarà ricoperto da un rivestimento di materiale plastico di colore grigio che dovrà avere uno spessore nominale non inferiore a 0,5 mm, in conformità con le norme UNI EN 10245-2:2011, portando il diametro esterno ad almeno 3,20 mm. La rete metallica sarà accoppiata direttamente in stabilimento ad una biorete naturale biodegradabile al 100% fibre di cocco, a maglia aperta che avrà una massa areica superiore a 700 gr/mq (UNI EN ISO 9864:2005), spessore nominale pari a mm. 6,34, resistenza a trazione longitudinale 20 kN/m (UNI EN ISO 10319:2015), grado di copertura pari o superiore al 55% (UNI EN ISO 9863:2020). I punti di assemblaggio dovranno essere di tipo metallico, inoltre dovranno essere posti uniformemente al fine di garantire una adesione il più corretta possibile fra rete e biostuoia, nella misura di almeno 3 punti metallici per mq. Prima della messa in opera e per ogni partita ricevuta in cantiere, l’Appaltatore dovrà consegnare alla D.L. il relativo certificato di origine e garanzia rilasciato in originale, in cui specifica il nome del prodotto, la Ditta produttrice, e le quantità fornite; in assenza di ciò, la D.L. darà disposizioni circa il prelievo di campioni per verificare il rispetto delle normative enunciate. Le operazioni di preparazione della sponda prevederanno la pulizia e l’asportazione del materiale vegetale ed il risezionamento idraulico a forma trapezia o secondo le indicazioni progettuali o della DL. La posa della rete antierosiva sarà preceduta dallo scavo di una trincea di ancoraggio in sommità dell’argine avente sezione minima L=50cm x H=30 cm. I teli saranno ancorati nella trincea con picchetti piegati ad ombrello o ad U in tondo di acciaio, Ø=8mm, lunghezza di ca. 50-70 cm in ragione di uno ogni metro. Una volta terminato il posizionamento, si riempirà la trincea di ancoraggio di monte avendo cura di compattare debitamente il terreno con ausilio di benna e si procederà al collegamento dei teli in sponda con idonee cuciture eseguite con filo di diametro 2.20/3,20mm avente le stesse caratteristiche di quello costituente la rete con quantità di galvanizzazione sul filo non inferiore a 230g/m². I teli verranno stesi in senso longitudinale nel senso della corrente, oppure in senso trasversale dall’alto in basso a seconda delle disposizioni della D.L. e da sistemare con idonee legature e picchettature in sponda, al fondo ed in corrispondenza della giunzione dei teli.

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Drenaggi, terre rinforzate e geotessuti

Fornitura e posa di geocomposito per la realizzazione di un sistema di drenaggio verticale da porre sulle spalle delle terre rinforzate al fine di captare eventuali acque di infiltrazione. Il geocomposito dovrà essere costituito da una singola lamina cuspidata in HDPE accoppiata termicamente, su un lato, ad un geotessile filtrante in polipropilene. Il geotessile filtrante dovrà avere una resistenza a trazione pari a 9,5 kN/m in direzione longitudinale e 9,5 kN/m in direzione trasversale (tolleranza –15%) ed un allungamento a rottura pari al 50 % (tolleranza ?30%) in entrambe le direzioni (UNI EN ISO 10319). La resistenza al punzonamento statico CBR (UNI EN ISO 12236) dovrà essere di 1600 N (tolleranza –15%), mentre la resistenza al punzonamento dinamico (UNI EN ISO 13433) dovrà essere di 32 mm (tolleranza +25%). La permeabilità del filtro in presenza di un flusso d’acqua perpendicolare al geocomposito con un sovraccarico di 2 kPa dovrà essere pari a 2,5•10-3 m/s (tolleranza ?30%), secondo la norma UNI EN ISO 11058, mentre il diametro di filtrazione O90 dovrà essere pari a 115 micron (tolleranza ?30%), secondo la norma UNI EN ISO 12956. La produzione del geocomposito deve essere effettuata da aziende operanti sotto regime di certificazione EN ISO 9001.

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Drenaggi, terre rinforzate e geotessuti

Fornitura e posa di biorete antierosione per la protezione temporanea contro l’erosione delle scarpate e per favorire il rinverdimento, interamente realizzata in fibre di cocco, intrecciate in modo da conformare una rete tessuta a maglia aperta. Il numero di funicelle intrecciate per 10 cm di larghezza dovrà essere non inferiore a 4 sia nella direzione longitudinale sia trasversale. La resistenza ultima a rottura longitudinale dovrà essere pari a 7,5 kN/m con un allungamento del 30%. La resistenza ultima a rottura trasversale dovrà essere pari a 4,5 kN/m con un allungamento del 30%. Tali valori dovranno essere verificati per tutti i campioni di biorete testati secondo la norma UNI EN ISO 10319. Il peso unitario sarà di circa 400 g/m2. La tolleranza sui valori sopraindicati è del +/- 15%. La biorete dovrà essere approvata dalla direzione lavori e la posa dovrà essere realizzata seguendo le prescrizioni progettuali e le procedure indicate dal fornitore.

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Drenaggi, terre rinforzate e geotessuti

Fornitura e posa di biorete antierosione per la protezione temporanea contro l’erosione delle scarpate e per favorire il rinverdimento interamente realizzata in fibre di cocco, intrecciate in modo da conformare una rete tessuta a maglia aperta. Il numero di funicelle intrecciate per 10 cm di larghezza dovrà essere non inferiore a 8 sia nella direzione longitudinale sia trasversale. La resistenza ultima a rottura longitudinale dovrà essere pari a 15,0 kN/m (toll. -15%) con un allungamento massimo del 40%. La resistenza ultima a rottura trasversale dovrà essere pari a 9,0 kN/m (toll. -15%) con un allungamento massimo del 40%. Tali valori dovranno essere verificati per tutti i campioni di biorete testati secondo la norma UNI EN ISO 10319 in condizioni asciutte. Il peso unitario sarà di circa 680 gr/m2 (toll. +/- 15%) La biorete dovrà essere approvata dalla direzione lavori e la posa dovrà essere realizzata seguendo le prescrizioni progettuali e le procedure indicate dal fornitore.

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Drenaggi, terre rinforzate e geotessuti

Fornitura e posa di biorete antierosione per la protezione temporanea contro l’erosione delle scarpate e per favorire il rinverdimento. La rete biodegradabile dovrà essere interamente realizzata in fibre di juta, intrecciate in modo da conformare una rete tessuta a maglia aperta di circa 15x10 mm. La resistenza ultima a rottura longitudinale dovrà essere pari a 15 kN/m, con un allungamento dell’8%. Il peso unitario sarà di circa 500 gr/m2. Sui valori sopraindicati è ammessa una tolleranza del +/- 12%. La biorete dovrà essere approvata dalla direzione lavori e la posa dovrà essere realizzata seguendo le prescrizioni progettuali e le procedure indicate dal fornitore.

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Drenaggi, terre rinforzate e geotessuti

Pannello drenante prefabbricato (2x1x0,30m) ad alte prestazioni idrauliche e meccaniche costituito da un involucro scatolare in rete metallica a doppia torsione rivestito con geotessile tessuto monofilamento ritentore, tubo microforato alla base e riempito in ciottoli di polistirolo non riciclato da utilizzare con funzione di drenaggio. Lo scatolare metallico sarà costituito da rete metallica a doppia torsione tipo 8x10 cm in accordo con le UNI EN 10223-3:2014, tessuta con trafilato di ferro, conforme alle UNI EN 10223-3:2014 per le caratteristiche meccaniche e UNI EN 10218-2:2012 per le tolleranze sui diametri, avente carico di rottura compreso fra 350 e 550 N/mmq e allungamento minimo pari all’8%, avente un diametro pari 2.70 mm, galvanizzato con lega di Zinco - Alluminio (ZN.AL5%) conforme alla UNI EN 10244-2:2023 Classe A con un quantitativo non inferiore a 245 g/mq; in accordo con le “Linee Guida per la certificazione di idoneità tecnica all’impiego e l’utilizzo di prodotti in rete metallica a doppia torsione“ approvate dal Consiglio Superiore LL.PP. (n.69/2013). Oltre a tale trattamento il filo sarà ricoperto da un rivestimento di materiale plastico di colore grigio che dovrà avere uno spessore nominale di 0.5 mm, portando il diametro esterno al valore nominale di 3.70 mm. La DOP dovrà riportare i valori di resistenza a trazione nominale della rete, che dovrà essere pari a 50 kN/m (UNI EN 10223-3:2013) e capacità di carico massimo a punzonamento non inferiore a 65 kN (UNI 11437). Il geotessile di rivestimento sarà un tessuto monofilamento 100% polietilene alta densità con massa areica = 100 gr/m2 (UNI EN ISO 9864:2005), apertura dei pori caratteristica O90 300 m (UNI EN ISO 12956:2020), permeabilità normale al piano =180 l/m2sec ViH50 (UNI EN ISO 11058:2019), resistenza longitudinale a rottura =22 Kn/m e trasversale =12 Kn/m con allungamenti corrispettivi pari a 35% e 20% (UNI EN ISO 10319:2015). Il nucleo drenante sarà realizzato in trucioli di polistirolo vergine di prima produzione non riciclato imputrescibile e chimicamente inerte all’acqua. Le dimensioni medie dei trucioli dovranno essere non inferiori a 10 x 20 mm. Il tubo microfessurato, collettore di fondo, preassemblato internamente alla base del pannello. La materia prima in polietilene ad alta densità corrugato nella parte esterna con fenestratura radiale e a doppia parete con camera liscia interna in polietilene a bassa densità. Il tubo fessurato presenta diametro esterno di 160 mm e interno di 137 mm. Il pannello sarà posato praticando uno scavo con sponde inclinate a 45° o superiore (in funzione del grado di stabilità dei terreni) fino alla quota prevista per la sommità del pannello ed uno scavo in sezione ristretta con sponde verticali o sub verticali fino a raggiungere la quota prevista per la base del pannello. Sono compresi i fili di legatura in ferro zincato, le fascette di sovrapposizione in geotessile e la posa del pannello e quant’altro necessario per dare il lavoro finito a regola d’arte. Non sono compresi lo scavo di sbancamento, il successivo reinterro con materiale disponibile in loco e lo smaltimento del materiale non utilizzato.

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Fonte: Prezzario dei Lavori Pubblici — Veneto (CC-BY) · dati 2026