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Capitolo VEN26-PR-A.06 — MATERIALI (escluse spese generali e utile dell'impresa)

Prezzario regionale 2026 · 295 voci · pagina 3 di 6

Isolamenti - coibenti – giunti

Fornitura di geocomposito bentonitico per la realizzazione di uno strato impermeabilizzante di opere in terra. Il geocomposito bentonitico sarà costituito da due geotessili tessuti in PP, che racchiudono uno strato fibrorinforzato di bentonite sodica attivata. La bentonite sodica in polvere sarà distribuita in ragione di almeno 4.500 g/m2 su un geotessile intermedio molto poroso di circa 60 g/m2, avente funzione di trattenere in maniera uniforme lo strato di bentonite. Tutti gli strati devono essere saldamente uniti mediante linee di cuciture parallele distanziate non più di 4 cm. La tensione nominale di rottura dovrà essere non inferiore a 20 kN/m nella direzione longitudinale, ed a 30 kN/m nella direzione trasversale, cui dovrà corrispondere una deformazione non superiore al 25% e 25% rispettivamente. Tali valori dovranno essere verificati per tutti i campioni di geocomposito testati secondo la norma UNI EN ISO 10319. La resistenza al taglio lungo un piano di scorrimento interno al geocomposito, misurata su un campione idratato di 30x30 cm., dovrà fornire un valore di angolo d’attrito non inferiore a 35°, e una coesione ? 25 kN/m2. La resistenza al punzonamento CBR dovrà essere ? 3.000 N (UNI EN ISO 12236). Il coefficiente di permeabilità Kv con il materiale sottoposto a 35 kPa di sovraccarico e gradiente idraulico i=150 dovrà essere ? 5 x 10-11 m/s (ASTM D 5887). Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Il materiale dovrà essere marcato CE in conformità alla normativa europea ed il produttore dovrà possedere la certificazione EN ISO 9001:2000. Il geocomposito dovrà essere approvata dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di geocomposito bentonitico o equivalente, per la creazione di uno strato impermeabilizzante. Il geocomposito bentonitico sarà costituito da due geotessili tessuti in PP, che racchiudono uno strato di bentonite calcica ad elevata prestazione. La bentonite calcica in polvere sarà distribuita in ragione di 10.000 g/m2 su un geotessile intermedio molto poroso di 60 g/m2, avente funzione di trattenere in maniera uniforme lo strato di bentonite. Tutti gli strati devono essere saldamente uniti mediante linee di cuciture parallele distanziate non più di 4 cm. La tensione nominale di rottura dovrà essere non inferiore a 20 kN/m nella direzione longitudinale, e a 30 kN/m nella direzione trasversale, cui dovrà corrispondere una deformazione non superiore al 25% e 30% rispettivamente. Tali valori dovranno essere verificati per tutti i campioni di geogriglia testati secondo la norma UNI EN ISO 10319. La resistenza al punzonamento CBR dovrà essere ? 3.500 N (UNI EN ISO 12236), e lo spessore in condizione asciutta dovrà essere ? 10,0 mm (UNI EN ISO 9863-1). Il coefficiente di permeabilità Kv con il materiale sottoposto a 35 kPa di sovraccarico e gradiente idraulico i=150 dovrà essere ? 7 x 10-11 m/s (ASTM D 5887). Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Il materiale dovrà essere marcato CE in conformità alla normativa europea ed il produttore dovrà possedere la certificazione EN ISO 9001:2000. Il geocomposito dovrà essere approvata dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di materasso flessibile iniettabile, costituito da due geotessili tessuti paralleli, collegati mediante un sistema di doppi lacci distanziatori in poliammide (PA) di 12 cm di lunghezza, in modo da ottenere uno spessore massimo del materasso riempito di circa 14 cm. I geotessili saranno in fibre di poliammide (PA) nella direzione dell’ordito e di polietilene (PE) nella direzione della trama. Dovranno avere una resistenza di trazione non inferiore a 45 kN/m nella direzione longitudinale, e a 25 kN/m nella direzione trasversale, cui dovrà corrispondere una deformazione non superiore al 20% in entrambe le direzioni (UNI EN ISO 10319). La permeabilità all’acqua di ciascun geotessile dovrà essere di 6 l/m2/s (UNI EN ISO 11058) ed il diametro di filtrazione O90 dovrà essere 0,25 mm. Per garantire l’uniformità dello spessore del materasso, i doppi lacci distanziatori dovranno collegare i due geotessili in modo perpendicolare ed essere distanziati di 10 cm nella direzione longitudinale e trasversale configurando una maglia di 10x10 cm. La resistenza nominale di ogni laccio dovrà essere non inferiore a 40 daN. Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. Il produttore dovrà presentare un certificato di prova di trazione, rilasciato da un laboratorio accreditato per i geosintetici e basato su 5 campioni secondo la normativa UNI EN ISO 10319, per ogni lotto di produzione fornito. In mancanza di questi certificati, l’impresa appaltante dovrà far eseguire da un laboratorio accreditato, con le stesse modalità, le prove di trazione su campioni prelevati in cantiere dietro indicazione ed in presenza della Direzione Lavori per la prima fornitura di materiale fino a 5.000 m2. Oltre questa quantità, e per ogni fornitura successiva di materiale, per lotti singoli fino a 10.000 m2, l’impresa dovrà presentare un ulteriore certificato di prova di trazione. Il prelievo e l’onere delle prove saranno a carico dell’impresa appaltante, che dovrà mettere a disposizione i mezzi necessari ed il personale idoneo ad effettuare tali operazioni. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Il produttore dovrà possedere la certificazione EN ISO 9001:2008. Il materiale dovrà essere approvato dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di materasso flessibile iniettabile, costituito da due geotessili tessuti collegati mediante un sistema di doppi lacci distanziatori in poliammide (PA) di lunghezza variabile, in modo da configurare un sistema di lastre rettangolari con uno spessore massimo a materasso riempito di circa 14 cm. I geotessili saranno in fibre di poliammide (PA) nella direzione dell’ordito e di polietilene (PE) nella direzione della trama, e dovranno avere una resistenza di trazione non inferiore a 45 kN/m con una deformazione non superiore a 20% nella direzione longitudinale, e a 25 kN/m con una deformazione non superiore al 20% nella direzione trasversale (UNI EN ISO 10319). La permeabilità all’acqua di ciascun geotessile dovrà essere di 6 l/m2/s (UNI EN ISO 11058) ed il diametro di filtrazione O90 dovrà essere 0,25 mm. Nei punti di congiunzione tra gli spigoli delle lastre il geocomposito a materasso dovrà avere una zona a maggiore potere filtrante, con una permeabilità non inferiore a 30 l/m2/s (UNI EN ISO 11058) ed un diametro di filtrazione O90 di 0,48 mm. Per garantire una variazione uniforme dello spessore del materasso, i doppi lacci distanziatori dovranno collegare i due geotessili in modo perpendicolare ed essere distanziati di 10 cm nella direzione longitudinale e trasversale configurando una maglia di 10x10 cm. La resistenza nominale di ogni laccio dovrà essere non inferiore a 40 daN. Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. Il produttore dovrà presentare un certificato di prova di trazione, rilasciato da un laboratorio accreditato per i geosintetici e basato su 5 campioni secondo la normativa UNI EN ISO 10319, per ogni lotto di produzione fornito. In mancanza di questi certificati, l’impresa appaltante dovrà far eseguire da un laboratorio accreditato, con le stesse modalità, le prove di trazione su campioni prelevati in cantiere dietro indicazione ed in presenza della Direzione Lavori per la prima fornitura di materiale fino a 5.000 m2. Oltre questa quantità, e per ogni fornitura successiva di materiale, per lotti singoli fino a 10.000 m2, l’impresa dovrà presentare un ulteriore certificato di prova di trazione. Il prelievo e l’onere delle prove saranno a carico dell’impresa appaltante, che dovrà mettere a disposizione i mezzi necessari ed il personale idoneo ad effettuare tali operazioni. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Il produttore dovrà possedere la certificazione EN ISO 9001:2008. Il materiale dovrà essere approvato dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di materasso flessibile iniettabile costituito da due geotessili tessuti uniti mediante cucitura, in modo da configurare un sistema grigliato a nervature trasversali e longitudinali interconesse senza interruzioni, definendo una maglia quadrata con una superficie ad alta permeabilità al suo interno. Lo spessore massimo a materasso riempito sarà di circa 10 cm. I geotessili saranno in fibre di poliammide (PA) nella direzione dell’ordito e di polietilene (PE) nella direzione della trama e dovranno avere una resistenza di trazione non inferiore a 45 kN/m nella direzione longitudinale, e a 25 kN/m nella direzione trasversale con una deformazione non superiore a 20% in entrambe le direzioni (UNI EN ISO 10319). La permeabilità all’acqua di ciascun geotessile dovrà essere di 6 l/m2/s (UNI EN ISO 11058) ed il diametro di filtrazione O90 dovrà essere 0,25 mm Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. Il produttore dovrà presentare un certificato di prova di trazione, rilasciato da un laboratorio accreditato per i geosintetici e basato su 5 campioni secondo la normativa UNI EN ISO 10319, per ogni lotto di produzione fornito. In mancanza di questi certificati, l’impresa appaltante dovrà far eseguire da un laboratorio accreditato, con le stesse modalità, le prove di trazione su campioni prelevati in cantiere dietro indicazione ed in presenza della Direzione Lavori per la prima fornitura di materiale fino a 5.000 m2. Oltre questa quantità, e per ogni fornitura successiva di materiale, per lotti singoli fino a 10.000 m2, l’impresa dovrà presentare un ulteriore certificato di prova di trazione. Il prelievo e l’onere delle prove saranno a carico dell’impresa appaltante, che dovrà mettere a disposizione i mezzi necessari ed il personale idoneo ad effettuare tali operazioni. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Il produttore dovrà possedere la certificazione EN ISO 9001:2008. Il materiale dovrà essere approvato dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di geogriglia tridimensionale, come rinforzo antiscivolamento di strati di terreno riportati su superfici lisce inclinate. La geogriglia tridimensionale dovrà essere realizzata in fibre di poliestere (PET) ad elevato modulo, coperte con rivestimento polimerico inerte, resistente ai raggi UV e a tutti i microrganismi e sostanze chimiche normalmente presenti nel terreno. Le fibre longitudinali della geogriglia dovranno essere intrecciate con le fibre trasversali in modo da impedire lo spostamento delle stesse in corrispondenza dei nodi. Parte delle fibre trasversali avranno un andamento sinusoidale, sporgendo sia dal lato inferiore che da quello superiore, in modo che la griglia si trovi in posizione intermedia su uno spessore totale di 10 mm. Tale configurazione è necessaria per garantire la separazione della geogriglia dal piano d’appoggio e permettere l’incastro con il terreno di copertura. Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito.

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Fornitura di trincea drenante costituita da una lamina in HDPE cuspidata su entrambi i lati accoppiata a due geotessili filtranti in polipropilene. La struttura drenante avrà una larghezza variabile da 1,1 a 4,4 m. e sarà racchiusa da due geotessili filtranti applicati sulle facce. Lungo un bordo i geotessili dovranno essere realizzati in maniera da poter avvolgere un tubo drenante di dimensioni minime pari a 110 mm. Tali geotessili potranno essere forniti già cuciti o se non cuciti verranno successivamente uniti in cantiere con cucitrice o filo di ferro. I geotessili filtranti dovranno avere una resistenza a trazione pari a 9,5 kN/m in direzione longitudinale e 9,5 kN/m in direzione trasversale (tolleranza –15%) ed un allungamento a rottura pari a 50 % (tolleranza +/-30%) in entrambe le direzioni (EN ISO 10319). La resistenza al punzonamento statico CBR (EN ISO 12236) dovrà essere di 1600 N (tolleranza –15%). La resistenza al punzonamento dinamico (EN ISO 13433) dovrà essere di 32 mm (tolleranza +20%)..La resistenza a trazione del geocomposito dovrà essere pari a 28 kN/m in senso longitudinale e 19 kN/m in senso trasversale (tolleranza +/-10%), con allungamento a rottura pari al 50 % in senso longitudinale e 40 % in senso trasversale (tolleranza +/- 10%), secondo la norma EN ISO 10319. La resistenza al punzonamento statico CBR (EN ISO 12236) dovrà essere di 4300 N (tolleranza –20%). La permeabilità del filtro in presenza di un flusso d’acqua perpendicolare al geocomposito con un sovraccarico di 2 kPa dovrà essere pari a 2,5•10-3 m/s (tolleranza +/-30%), secondo la norma EN ISO 11058, mentre il diametro di filtrazione O90 dovrà essere pari a 100 micron (tolleranza +/-30%), secondo la norma EN ISO 12956. Capacità drenante del geocomposito: Gradiente idraulico I Pressione s I = 1 s = 20 Kpa 1,20 s = 100 Kpa 0,95 s = 200 Kpa 0,80 Valori ottenuti secondo le Prove UNI EN ISO 12958 utilizzando piastre morbide per simulare l’intrusione del terreno all’interno del geocomposito Sottoposto ad una pressione pari a 100 kPa applicata mediante una piastra flessibile per simulare l’effetto di compenetrazione del terreno, il geocomposito drenante dovrà avere una capacità drenante, con gradiente idraulico unitario, non inferiore a 0,95 l/m/s (tolleranza +/-0,1 l/m/s) secondo la norma EN ISO 12958.

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Fornitura di griglia composita flessibile per il rinforzo dei conglomerati bituminosi. La griglia composita dovrà essere fornita e posata in accordo con le indicazioni progettuali e le istruzioni di posa fornite dal produttore. Si dovranno considerare sovrapposizioni di circa 15 cm tra rotoli adiacenti e di circa 25 cm all’estremità del rotolo. La griglia di rinforzo dovrà essere realizzata in fibre di poliestere ad elevato modulo e basso creep ed essere saldamente accoppiata ad un geotessile non tessuto ultraleggero in polipropilene, avente peso unitario non superiore a 30 gr/m2. Il non tessuto non dovrà presentare cuciture all’interno della maglia della griglia per evitare ostacoli che impediscano l’incastro tra gli strati di asfalto; a tale fine la resistenza al punzonamento del non-tessuto sul prodotto finito non dovrà essere maggiore di 0,14 kN secondo la norma NF G 38-019. La griglia composita dovrà essere totalmente impregnata con un rivestimento bituminoso avente un contenuto di bitume non inferiore al 60%. La resistenza al taglio sulla superficie di una carota di ? 150 mm, con la griglia interposta tra due strati di conglomerato bituminoso deve essere di almeno 15 kN secondo la prova ZTV Stra 91/Erg.96 tedesca per le costruzioni stradali. Tale caratteristica dovrà essere certificata da un laboratorio di prove indipendente autorizzato. La griglia di rinforzo deve essere idonea ad essere impiegata sulle superfici scarificate dalla finitrice. La griglia dovrà possedere le seguenti caratteristiche tecniche: - Resistenza a trazione minima (long/trasv): ? 50/50 kN/m (EN ISO 10.319) - Deformazione massima a 50 kN/m (long/trasv): ? 12/12% (EN ISO 10.319) - Resistenza residua dopo prova di danneggiamento meccanico durante la posa: ? 70% - (EN ISO 10.722-1) - Tensione sviluppata al 3% di allungamento (long/trasv): ? 12/12 kN/m (EN ISO 10.319) - Resistenza della griglia alle temperature di posa: ? 190° C - Dimensione della maglia: 40x40 mm - Resistente ai solventi ed ai prodotti antigelo. Il produttore della griglia dovrà presentare i seguenti certificati rilasciati da laboratori accreditati: Prove di trazione sul prodotto finito in accordo con la norma EN ISO 10.319. Prove di resistenza residua al danneggiamento meccanico in accordo con la norma EN ISO 10.722-1. La possibilità di fresare il conglomerato bituminoso rinforzato con la griglia dovrà essere dimostrata con prove realizzate da un istituto indipendente. Il produttore dovrà presentare un certificato di prova di trazione, rilasciato da un laboratorio accreditato per i geosintetici secondo la normativa UNI EN ISO 10319, per ogni lotto di produzione fornito. In mancanza di questi certificati, l’impresa appaltante dovrà far eseguire da un laboratorio accreditato, con le stesse modalità, le prove di trazione su campioni prelevati in cantiere dietro indicazione ed in presenza della Direzione Lavori per la prima fornitura di materiale fino a 5.000 m2. Oltre questa quantità, e per ogni fornitura successiva di geogriglia, per lotti singoli fino a 10.000 m2, l’impresa dovrà presentare un ulteriore certificato di prova di trazione. Il prelievo e l’onere delle prove saranno a carico dell’impresa appaltante, che dovrà mettere a disposizione i mezzi necessari ed il personale idoneo ad effettuare tali operazioni. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. La produzione della griglia composita dovrà essere realizzata da aziende certificate EN ISO 9001:2000. La griglia composita dovrà essere approvata dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di geogriglia tridimensionale, come rivestimento per il controllo dell’erosione di scarpate. La geogriglia tridimensionale dovrà essere realizzata in fibre di poliestere (PET) ad elevato modulo, coperte con rivestimento polimerico inerte, resistente ai raggi UV e a tutti i microrganismi e sostanze chimiche normalmente presenti nel terreno. Le fibre longitudinali della geogriglia dovranno essere intrecciate con le fibre trasversali in modo da impedire lo spostamento delle stesse in corrispondenza dei nodi. Parte delle fibre trasversali avranno un andamento sinusoidale, sporgendo sia dal lato inferiore che da quello superiore, in modo che la griglia si trovi in posizione intermedia su uno spessore totale di 10 mm. La resistenza a trazione minima senza tolleranza a breve termine della geogriglia dovrà essere non inferiore a 30 kN/m nella direzione longitudinale, cui dovrà corrispondere un allungamento non superiore al 12,5%. Tali valori dovranno essere verificati per tutti i campioni di geogriglia testati secondo la norma UNI EN ISO 10319. Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. Il produttore dovrà presentare un certificato di prova di trazione, rilasciato da un laboratorio accreditato per i geosintetici e basato su 5 campioni secondo la normativa UNI EN ISO 10319, per ogni lotto di produzione fornito. In mancanza di questi certificati, l’impresa appaltante dovrà far eseguire da un laboratorio accreditato, con le stesse modalità, le prove di trazione su campioni prelevati in cantiere dietro indicazione ed in presenza della Direzione Lavori per la prima fornitura di materiale fino a 5.000 m2. Oltre questa quantità, e per ogni fornitura successiva di geogriglia, per lotti singoli fino a 10.000 m2, l’impresa dovrà presentare un ulteriore certificato di prova di trazione. Il prelievo e l’onere delle prove saranno a carico dell’impresa appaltante, che dovrà mettere a disposizione i mezzi necessari ed il personale idoneo ad effettuare tali operazioni. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Il materiale dovrà essere marcato CE in conformità alla normativa europea ed il produttore dovrà possedere la certificazione EN ISO 9001:2000. La geogriglia dovrà essere approvata dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di geocomposito formato da geogriglia composita di maglia 40X40 mm realizzata in fibre tessute di polipropilene, rivestita con uno strato di protezione polimerico e accoppiata ad un non tessuto agugliato in fibre di polipropilene di 150 g/m2. La permeabilità del materiale dovrà essere pari a circa 100•10-3 m/s (UNI EN ISO 11058) mentre il diametro di filtrazione O90 dovrà essere pari a 120 µm (tolleranza ± 20 µm) (UNI EN ISO 12956). Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma UNI EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. Il produttore dovrà presentare un certificato di prova di trazione, rilasciato da un laboratorio accreditato per i geosintetici e basato su 5 campioni secondo la normativa UNI EN ISO 10319, per ogni lotto di produzione fornito. In mancanza di questi certificati, l’impresa appaltante dovrà far eseguire da un laboratorio accreditato, con le stesse modalità, le prove di trazione su campioni prelevati in cantiere dietro indicazione ed in presenza della Direzione Lavori per la prima fornitura di materiale fino a 5.000 m2. Oltre questa quantità, e per ogni fornitura successiva di geocomposito, per lotti singoli fino a 10.000 m2, l’impresa dovrà presentare un ulteriore certificato di prova di trazione. Il prelievo e l’onere delle prove saranno a carico dell’impresa appaltante, che dovrà mettere a disposizione i mezzi necessari ed il personale idoneo ad effettuare tali operazioni. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Il materiale dovrà essere marcato CE in conformità alla normativa europea ed il produttore dovrà possedere la certificazione EN ISO 9001:2000. Il geocomposito dovrà essere approvato dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di geogriglia composita di maglia 35x35 mm realizzata in fibre tessute di poliestere, rivestita con uno strato di protezione polimerico e accoppiata ad un non tessuto agugliato in fibre di polipropilene di 150 g/m2. La permeabilità del materiale dovrà essere pari a circa 100•10-3 m/s (UNI EN ISO 11058) mentre il diametro di filtrazione O90 dovrà essere pari a 120 µm (tolleranza ± 20 µm) (UNI EN ISO 12956). La resistenza caratteristica a trazione longitudinale del geocomposito, ridotta per effetto della deformazione viscosa (creep) a 114 anni, dovrà essere non inferiore a al 66% della tensione nominale. La geogriglia sottoposta al 50% della tensione nominale dovrà avere una deformazione a breve termine non superiore al 5,5%, mentre la deformazione per effetto del creep, differenza tra la deformazione a breve termine e quella a 114 anni, non dovrà superare il 1,0%. Per avallare questi valori il produttore dovrà presentare una certificazione emessa da un istituto accreditato indipendente che riporti le curve isocrone della geogriglia fino alla durata di 114 anni (1.000.000 di ore). Ogni rotolo dovrà avere un’etichetta identificativa secondo la norma EN ISO 10320 con relativo codice del lotto di produzione del materiale fornito. Il produttore dovrà presentare un certificato di prova di trazione, rilasciato da un laboratorio accreditato per i geosintetici e basato su 5 campioni secondo la normativa ISO 10319, per ogni lotto di produzione fornito. In mancanza di questi certificati, l’impresa appaltante dovrà far eseguire da un laboratorio accreditato, con le stesse modalità, le prove di trazione su campioni prelevati in cantiere dietro indicazione ed in presenza della Direzione Lavori per la prima fornitura di materiale fino a 5.000 m2. Oltre questa quantità, e per ogni fornitura successiva di geocomposito, per lotti singoli fino a 10.000 m2, l’impresa dovrà presentare un ulteriore certificato di prova di trazione. Il prelievo e l’onere delle prove saranno a carico dell’impresa appaltante, che dovrà mettere a disposizione i mezzi necessari ed il personale idoneo ad effettuare tali operazioni. Il produttore dovrà rilasciare una dichiarazione di conformità sul materiale fornito attestante le caratteristiche tecniche richieste, il nome dell’impresa appaltante e l’indirizzo del cantiere. Il materiale dovrà essere marcato CE in conformità alla normativa europea ed il produttore dovrà possedere la certificazione EN ISO 9001:2000. Il geocomposito dovrà essere approvata dalla Direzione Lavori, alla quale l’impresa dovrà presentare le certificazioni richieste per avallare la rispondenza ai requisiti minimi, pena ritiro immediato del materiale dal cantiere e, se si rendesse necessario, demolizione delle opere costruite a totale carico ed onere dell’impresa.

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Fornitura di elementi in cls per il rivestimento di strutture in terra rinforzata rivestite, realizzate con sezione a “T”, provvisto nella parte inferiore di due rilievi fissi adibiti ad incastro (barredi ancoraggio) per il collegamento con gli elementi di rinforzo (geogriglie) e da una faccia a vista slittata “basic” (con estremità rientranti) o liscia. I blocchi dovranno avere le seguenti misure: 20x45,7x30,5 cm (HxLxP) Inclinazione: 7,1° o 1° (rispetto la verticale) Peso del blocco: circa 36.25 kg Peso della muratura: 396 kg/mq Pezzi/mq: 10,94 pz/mq Area blocco: 0,0914 mq Finitura: splittata “basic” (con estremità rientranti) o liscia Colore: Sahara – Grigio/Nero Raggio minimo di curvatura: 76 cm Resistenza media a compressione: =20,7 Mpa Resistenza minima a compressione: =17,2 Mpa Assorbimento medio per immersione = 208 kg/mc Metodo di incastro: mediante i rilievi dell’elemento (barre di ancoraggio) Massa volumica: =2200 kg/mc Antigelività: conforme norma ASTM C1262 Coeff. assorbimento acustico ponderato (UNI EN ISO 11654:1998): aw=0,20 – (Classe assorb.: E) Indice di valutazione assorb. acustico (UNI EN 1793-1 e UNI EN 1793-3): DLa=1,0 dB - (Categoria: A1) La capacità portante del sistema murario si ottiene grazie a: collaborazione dei rilievi degli elementi presenti nella parte inferiore dell’elemento (barre di ancoraggio) con interposizione di geogriglie di rinforzo secondo un progetto strutturale dell’opera. riempimento con materiale inerte, di idonea granulometria, delle colonne interne ai blocchi I blocchi accessori in calcestruzzo vibrocompresso utilizzati per la copertura superiore di rifinitura dei muri dovranno avere le seguenti caratteristiche: Misure 10x45,7x30,5 cm (HxLxP) Peso 32 kg. Finitura splittata. Colore Sahara/grigio – nero. Resistenza alla compressione > 20 MPa. Assorbimento medio < 6%. Peso in volume > 2200 kg/m3. Antigelività conforme norma UNI 7087.

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Pannelli isolanti di polistirene espanso sinterizzato EPS 150 T bianco, marcati CE in conformità alla norma UNI EN 13163, densità minima 30 kg/mc, a specifico uso ETICS, di dimensioni 100X50 cm, classe di reazione al fuoco secondo EN 13501-1 Euroclasse E, rispondenti ai Criteri Ambientali Minimi al punto 2.4.2.9 (Isolanti termici e acustici), resistenza a trazione 150 kPa. Conducibilità termica dichiarata secondo la norma EN 12667 ?D pari ad almeno 0,035 W/(m K).

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Isolamenti - coibenti – giunti

Pannelli isolanti di polistirene espanso sinterizzato EPS 150 T grigio, marcati CE in conformità alla norma UNI EN 13163, densità minima 30 kg/mc, a specifico uso ETICS, di dimensioni 100X50 cm, classe di reazione al fuoco secondo EN 13501-1 Euroclasse E, rispondenti ai Criteri Ambientali Minimi al punto 2.4.2.9 (Isolanti termici e acustici), resistenza a trazione 150 kPa. Conducibilità termica dichiarata secondo la norma EN 12667 ?D pari ad almeno 0,031 W/(m K).

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Isolamenti - coibenti – giunti

Pannelli isolanti di lana di roccia, marcati CE in conformità alla norma UNI EN 13163, densità minima 30 kg/mc, a specifico uso ETICS, di dimensioni 100X50 cm o 120x60 cm, classe di reazione al fuoco secondo EN 13501-1 Euroclasse A1, rispondenti ai Criteri Ambientali Minimi al punto 2.4.2.9 (Isolanti termici e acustici). Conducibilità termica dichiarata secondo la norma EN 12667 ?D pari ad almeno 0,035 W/(m K).

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Isolamenti - coibenti – giunti

Malta minerale bianca, eco-compatibile, idonea per l’incollaggio e la rasatura ad alta resistenza dei pannelli isolanti ad uso cappotto esterno, conducibilità termica minima 0,47 W/(mK) Reazione al fuoco classe A1 secondo l’EN 13501-1

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Isolamenti - coibenti – giunti

Rete di armatura in fibra di vetro resistente idonea per il rinforzo di rasature su intonaci nuovi o da recuperare, per l’inserimento all’interno di sistemi termoisolanti a cappotto ed evitare lo scorrimento delle lastre, peso non inferiore a 160 g/mq e spessore inferiore ad 1 mm.

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Isolamenti - coibenti – giunti

Tasselli universali ad espansione con vite in acciaio con inserimento ad avvitamento, con rivestimento o posizionamento di elemento in polipropilene, eps o lana di roccia, per garantire l’assenza di ponte termico. Da posizionare con apposita Fresa Metallica Bivalente, possibilità di applicazione a filo pannello o incassato. I tasselli di lunghezza hanno lunghezza variabile a seconda dello spessore dei pannelli da posizionare.

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Isolamenti - coibenti – giunti

Fondo intermedio uniformante organico minerale per la preparazione di fondi prima del ciclo pittorico, a base di resina acrilica all’acqua, ad elevato effetto riempitivo, per regolarizzare imperfezioni, colmare cavillature stabilizzate e uniformare gli assorbimenti. Interni, esterni.

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Isolamenti - coibenti – giunti

Rivestimento minerale fibrato a base di resine acriliche e silossani, ad elevata protezione contro gli agenti atmosferici, l’inquinamento e batteri, funghi e alghe. Colori da mazzetta a scelta

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Isolamenti - coibenti – giunti

Lastre in gesso rivestito cam a bordi assottigliati

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Isolamenti - coibenti – giunti

Pannelli isolanti cam in fibre selezionate di lana di legno mineralizzate con magnesio

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Isolamenti - coibenti – giunti

Pannelli in sughero naturale, rispondente ai CAM, conforme alla norma UNI EN 13170:2015 in classe E di reazione al fuoco secondo UNI EN 13501-1:2009

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Fonte: Prezzario dei Lavori Pubblici — Veneto (CC-BY) · dati 2026